Duro intervento del sindaco di Baschi sulla possibile chiusura della filiale CRO, “nessuna interlocuzione con i vertici bancari e assenza della Fondazione”

Nel corso del Consiglio Comunale di venerdì 30 aprile, il sindaco Damiano Bernardini ha riferito in merito alla possibile chiusura di alcune filiali della Cassa di Risparmio di Orvieto sul territorio. L’intervento evidenzia una posizione estremamente critica rispetto alle dinamiche che stanno interessando la CRO.  L’Amministrazione comunale di Baschi, infatti, contesta con decisione la prospettiva di un piano industriale fondato essenzialmente su un lungo elenco di tagli. Si tratta di un approccio che trascura, svilisce ed impoverisce il territorio della provincia di Terni in generale, e quello orvietano in particolare.  Nessuna di interlocuzione con le amministrazioni comunali, che conoscono da vicino le caratteristiche e le esigenze delle comunità locali. Non tanto un autentico coinvolgimento –  che sarebbe illusorio immaginare – ma almeno un momento di ascolto, un’informativa, uno scambio di visioni. Nulla, territori completamente ignorati e umiliati.

Dopo mesi di dibattiti ed indiscrezioni, non è ancora possibile conoscere quale destino sarà riservato alle singole filiali. Non solo, si ignorano ancora i criteri sui quali si basa la scelta degli sportelli da chiudere.  La filiale di Baschi, vanta un lungo legame con il tessuto artigianale locale. Rappresenta da sempre un solido riferimento per il tessuto e produttivo dell’area. Ancora oggi possiede importanti asset, si autoalimenta e produce utili. Tuttavia, ancora oggi, non siamo in condizione di fornire certezze sul destino che la riguarderà.  Dopo il Comune di Orvieto, quella di Baschi è la realtà che ospita la più vasta ed importante area artigianale del comprensorio. Le tante imprese che operano da sempre attraverso la Cassa di Risparmio di Orvieto non possono vivere nell’incertezza. Allo stesso modo, le famiglie e i risparmiatori in generale hanno diritto di conoscere quale destino sarà riservato alla loro Banca.  Le legittime rivendicazioni delle diverse realtà territoriali evidenziano ancora un ampio margine di imprevedibilità. Nessuno può sentirsi al riparo. Come rappresentanti di una vasta e complessa entità comunale, non possiamo certamente rimanere inermi.

In questo contesto, sorprende e spaventa il silenzio della Fondazione CRO. La territorialità tante volte proclamata sembra essere stata definitivamente sacrificata ai meri interessi economici ed aziendali. Nei lunghi mesi di dibattito, la posizione di maggior pregio e coerenza è stata senza dubbio quella rappresentata dall’ex membro della Fondazione, Marco Fratini. Le sue dimissioni, in dissenso con la politica aziendale, costituiscono un gesto di lealtà verso il territorio. Un vero e proprio grido di dolore che vogliamo raccogliere e fare nostro.

Il mio impegno – conclude il sindaco – è quello di promuovere un’audizione con Marco Fratini aperta all’intero consiglio comunale, al fine di esaminare gli aspetti più controversi di questa vicenda. L’obiettivo è quello di organizzarci nel migliore dei modi, decisi come siamo a lavorare e lottare per la difesa della nostra economia e dei nostri cittadini.

Source: OrvietoLIFE

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